Notizie di cronaca nelle Marche
Mercoledì, 05 Marzo 2008 01:00

Auguri nonna Teodora....

La Signora Teodora Rubino compie giovedì 6 marzo ben 102 anni. Infatti essendo nata nel 1906 Teodora si appresta a spegnere ben 102 candeline insieme a tutta la famiglia. La Signora Teodora, vedova Pippa, abita da sempre a Tolentino. Ha avuto dieci fratelli. Lucidissima, in buona salute, conduce una vita, malgrado i centodue anni, completamente autonoma, vive da sola per propria scelta, ama leggere ed è particolarmente aggiornata su quanto accade nel mondo, in Italia ed ovviamente a Tolentino. Inoltre ha confidato che “per non fare arrugginire il cervello” fa sempre i cruciverba. Per molti anni, Teodora ha lavorato presso la Nazareno Gabrielli come operaia ed a partire dagli anni '50 ha collaborato con i gestori del Cinema Teatro Politeama Piceno come custode. Ha tre figli, otto nipoti e undici pronipoti. La Signora Teodora Rubino sarà festeggiata dalla famiglia, dai parenti, dagli amici e ovviamente dal Sindaco Luciano Ruffini che porterà personalmente alla “Nonnina della città” gli auguri di tutti i cittadini di Tolentino.

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La Giunta provinciale ha incontrato una delegazione della Coldiretti che ha rappresentato le difficoltà in cui si trovano gli agricoltori della bassa vallata del Chienti per irrigare le loro colture a seguito dell'inquinamento delle falde, che incide direttamente sui pozzi presenti. Dalla discussione è emersa la necessità di affrontare il problema con tutti i soggetti istituzionali interessati affinché la questione possa essere bene inquadrata dal punto di vista tecnico e di conseguenza le autorità amministrative possa decidere le azioni da compiere.

Stante l'urgenza del problema che rischia di essere più sentito con l'avvicinarsi delle stagioni più calde, il presidente delle Provincia Giulio Silenzi ha convocato un'apposita riunione per giovedì 6 marzo alle ore 11. Sono stati invitati i sindaci dei Comuni di Civitanova, Morrovalle e Montecosaro, i rappresentanti dell'Azienda sanitaria e dell'Arpam, nonché le associazioni degli agricoltori (Coldiretti, CIA e Confagricoltura).

Con i tecnici dell'Arpam e dell'Asur, in particolare, dovranno essere chiarite le questioni più propriamente tecniche legate ai valori degli elementi inquinamenti che possono essere presenti nell'acqua da utilizzare a scopo irriguo.

Va ricordato che la scorsa estate, per venire incontro alle necessità di irrigazione, la Provincia, tramite il Consorzio di Bonifica, ha attivato due linee di adduzione che, dal fiume Chienti, si ramificano sul territorio dei Comuni di Montecosaro e Civitanova Marche per una lunghezza complessiva di circa 2 chilometri e mezzo. Con esse viene distribuita acqua di buona qualità alle aziende agricole della zona. La nuova rete capta l'acqua da una serie di pozzi – non compromessi da agenti inquinanti – che sono situati lungo il fiume in un'area demaniale fra Montecosaro e Civitanova Marche. E' stato un progetto di 150 mila euro che la Provincia di Macerata ha promosso per trovare una soluzione-tampone al problema della risorsa idrica nella bassa vallata del Chienti.

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Torna a San Severino, dopo quasi tre lustri, il “Paliotto” del Duomo vecchio attribuito a Cipriano Divini (XVII secolo).

L'opera – un olio su cuoio di notevoli dimensioni (230 centimetri di base per 130 centimetri di altezza) – è stata completamente restaurata dalla Sovrintendenza di Urbino ed è ora custodita nella Pinacoteca comunale “Tacchi Venturi”.

Per la città il ritorno di questo prezioso dipinto rappresenta un vero e proprio evento, tant'è che l'assessore allo Sviluppo culturale, Alessandra Aronne, ha deciso di promuovere l'ingresso gratuito in Pinacoteca ai visitatori da sabato 8 marzo fino a domenica 16 marzo, dalle ore 9 alle ore 13 (tranne il lunedì), per permettere a tutti di ammirarne la bellezza e conoscerne la storia. L'iniziativa – in questo fine settimana (8-9 marzo) – si estende anche al Museo archeologico con ingresso libero a tutte le donne in occasione della Festa dell'8 marzo.

L'opera di Cipriano Divini raffigura il trasporto del corpo del santo Severino dall'antica Septempeda al Monte Nero. La Sovrintendenza per i Beni artistici e storici delle Marche lo ha prelevato dal Duomo vecchio, al Castello, dove originariamente si trovava e aveva una funzione di reliquiario. Infatti, ed è anche questo un aspetto molto particolare da osservare, il lato posteriore del sarcofago raffigurato al centro dell'opera si apre a sportello attraverso cerniera e pomello. Alle spalle del “Paliotto” (che, per definizione, è un paramento che copre la parte anteriore dell'altare e può essere in stoffa, legno, marmo, avorio oppure come in questo caso di cuoio), evidentemente, erano conservate le spoglie del patrono della città, san Severino vescovo.

Nella parte sinistra del dipinto si vedono delle donne inginocchiate con bambini in preghiera, ammantate da vesti rosso porpora; al centro invece è dipinto il carro tirato da due tori sul quale vi è il sarcofago decorato in oro con le storie di san Severino vescovo e l'orso nel bosco. A destra c'è un gruppo di prelati in primo piano con i ceri accesi, mentre in fondo una processione di fedeli si snoda a serpentina. Infine, in cielo quattro angeli sorreggono la mitra e il pastorale e sullo sfondo è raffigurato un castello in cima a un colle.

 

Nella foto: il “Paliotto” di Cripiano Divini collocato in Pinacoteca

 

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“Sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, collaborazione per un nuovo patto e governance che riporti l'attore pubblico al centro dell'arena locale”.

Questo il messaggio lanciato del Presidente della C.M. Esino Frasassi, Fabrizio Giuliani, al Convegno dell'Ucem Marche tenuto ad Urbania sul tema ”La montagna dei Comuni: insieme per una comunità montana nuova” ruolo e funzioni nel sistema  Regionale. 

Tanto per non lasciare margini a interpretazioni diverse, Giuliani, aggiunge “Favorire il dialogo con il sistema delle autonomie e confrontarsi sulla posizione delle stesse Comunità all'interno della Regione; fare il punto della situazione su ruolo e funzioni delle C.M. nell'ottica unitaria di rilancio del federalismo.  Vogliamo ripartire – sottolinea - dalla proposte dell'UNCEM, e riprendere con impegno le nostre azioni, dare visibilità a ciò che abbiamo fatto e faremo, contribuendo al necessario riequilibrio tra centro e periferia”.

Il filo conduttore del vertice dell'Ente montano, si dipana  ponendo come obiettivo  “Le C.M. quale opportunità tangibile per impostare effettive vocazioni territoriali, la governance dei comuni di montagna, ovvero gestione dei territori montani partendo dall'autodeterminazione culturale e tutela del sistema di credenze tradizionali che sono alla base dello sviluppo sostenibile – meglio ancora rileva - un ruolo di cabina di regia, pianificazione, programmazione e controllo, di governance interna, esterna o interistituzionale”.

In buona sostanza, Giuliani, pensa ad “una devoluzione di funzioni dai livelli superiori di governo in attuazione del decentramento amministrativo e di delega dai Comuni” che impone oggi alla C.M. “di riconfigurare il proprio ruolo come leader strategica di comunità che ricerca la collaborazione di tutti i soggetti esterni, indirizzandoli e controllandone l'attività”.

In questo contesto per il Presidente “la C. M. in quanto associazione, la cui legittimità democratica è indiretta per nomina e delega da parte delle cariche politiche elette dai Municipi, si trova nella posizione ideale, forse migliore di quella dei Comuni se non in termini di risorse disponibili, per esperienza, attitudine interistituzionale e svolgere il ruolo di guida della comunità”.

A questo punto, Giuliani, non può che chiarire le tipologie di quella che definisce “funzioni/attività”. La prima concerne “la regia strategica proiettata in una prospettiva allargata al sistema”. La seconda verte sulla “rappresentanza e sviluppo interessi della comunità”. La terza su “garanzia e sviluppo della democraticità partecipativa a livello locale”.

Scendendo nel particolare “la regia strategica di sistema fissa obiettivi e controlla i risultati”, in altre parole “La C.M. nell'esercizio di rappresentanza, deve promuovere attivamente verso l'alto (UE, Governo, Regione, Provincia, grandi gruppi economici) ma anche a livello locale (imprese, banche, fondazioni) gli interessi della comunità e cogliere le opportunità positive reagendo difensivamente alle iniziative normative e pressioni economiche negative.  

La C.M. – precisa - nella sua funzione di garanzia di una democrazia partecipativa, deve ascoltare e rispondere ai bisogni, favorire la partecipazione, assicurare il principio di responsabilità democratica rispetto a tutte le iniziative e attività di rilevanza pubblica e d'impatto sulla vita dei cittadini e sull'attività delle imprese. Per esercitare questo ruolo dobbiamo attrezzarci al nostro interno in termini di capacità strategiche, organizzative e gestionali”.

Giuliani, esemplifica cosa intende per capacità strategiche, organizzative e gestionali. “Le C. M. da tempo rappresentano un consolidato riferimento per la tutela dei territorio come strumenti operativi dei Comuni, la progettazione e realizzazione di interventi di salvaguardia ambientale e il mantenimento delle condizioni di vita adeguate per la popolazione. Raramente però – commenta - ne sono stati riconosciuti i meriti e l'impegno concreto fatto di un dialogo vero”.

Su un altro fronte “E' necessario riconoscere e valorizzare il patrimonio di cultura, tradizioni, valori di cui sono custodi le C.M. Presidio istituzionale atto a garantire qualità dei servizi pubblici, investimenti finanziari, produzioni tipiche di qualità, valorizzazione di beni culturali, cura dei pregi naturalistico-paesaggistici, tutela del suolo, ovvero, il rinnovarsi di un modello sistemico di governo che affonda le proprie radici nella civiltà monacale e nelle comunità di valle”.

Altro inciso alla montagna come “opportunità istituzionale, recuperando il rapporto quotidiano uomo-ambiente, lavoro quotidiano trasformato in sostentamento e dignità della vita, capisaldi di vera identità socio-culturale”.

Buon ultimo, e non per importanza “alle C.M. vanno riconosciute anche competenze unitarie ed organiche su agricoltura e turismo, per favorire un equilibrato sviluppo socio-economico delle aree facenti parte delle stesse Comunità. La presenza capillare delle C. M. nell'area montana – termina il presidente - le trasforma in presidi di importanza strategica nella promozione della Regione, capaci in questo modo di farsi portavoce delle risposte alle numerose sfide che l'Europa ci pone sul piano della qualità della produzione. Parametro fondamentale per mantenere un alto livello di competitività all'interno del mercato”.

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A pochi giorni dall'apertura del cantiere per la ristrutturazione del viadotto “Malacosta” di Pievetorina, l'impresa appaltatrice incaricata dalla Provincia si è resa conto che non esisteva corrispondenza tra la lunghezza reale dei pali di fondazione e quella indicata nella documentazione della azienda Anas.
“Sulla base dell'elaborato ‘Disegni contabili' relativo alla costruzione del viadotto consegnato nel 2005 in copia alla Provincia dall'Anas, ente gestore della strada Valnerina fino al 2001, il sondaggio – si legge in una nota della direzione lavori – avrebbe dovuto evidenziare la presenza di pali di circa 15 metri di lunghezza”. Gli accertamenti eseguiti, infatti, hanno evidenziato che i “pali” di calcestruzzo presenti sotto la zattera di fondazione risultano di una misura molto inferiore a quella indicata nei documenti contabili a suo tempo consegnati dall'Anas alla Provincia. Pur innestandosi su un idoneo strato di fondazione, i pali risultano avere una lunghezza compresa tra i 3 metri e mezzo ed i 5 metri e mezzo, mentre nei documenti contabili tale lunghezza era stata certificata di una misura di circa il triplo. Questo accertamento ha comportato l'inevitabile decisone del direttore dei lavori di sospendere parzialmente i lavori stessi in quanto la progettazione del nuovo viadotto, comprendendo anche opere di adeguamento alle norme in materia sismica, faceva affidamento sulla presenza di pali di fondazione della lunghezza di almeno 15 metri come attestato dalla documentazione Anas.
A seguito di tale accertamento, la Provincia ha deciso di inviare una circostanziata segnalazione alle competenti autorità, nonché al Ministro dei lavori pubblici, Di Pietro. E proprio perché la documentazione tecnico-contabile dell'Anas non risulta fedele alle reali caratteristiche dell'opera, la Provincia sarà costretta ora a rivedere la progettazione dell'opera con conseguenti maggiori costi e tempi di realizzazione.
Sulla questione interviene il presidente Giulio Silenzi, il quale risponde anche alla nota del consiglieri Lattanzi, Pettinari e Speranza, apparsa nei giorni scorsi sulla stampa. “Le dichiarazioni alla stampa dei capigruppo di centro destra in merito ai lavori di ristrutturazione del viadotto di Pievetorina - scrive Silenzi - sono l'ennesimo tentativo di addossare sulla Giunta provinciale responsabilità di altri. Essi sanno che la Provincia non ha alcuna colpa di quanto accaduto ed è veramente ora che qualcuno indaghi davvero sull'operato dell'Anas. Il Ministro Di Pietro, contrariamente al precedente Governo di centro destra, ha iniziato a farlo e la segnalazione che gli giungerà dalla Provincia di Macerata sul caso del viadotto di Pievetorina sarà un altro elemento a lui utile.
I capigruppo di centrodestra sanno bene che il viadotto non è stato costruito dalla Provincia, ma dall'Anas. Essi, quindi, dovrebbero chiedere proprio all'Anas giustificazioni circa le preoccupanti discordanze tra quanto dichiarato nella documentazione tecnico-contabile consegnata alla Provincia e la reale misura dei pali di fondazione. Gli stessi capigruppo non hanno fatto nulla quando due anni fa abbiamo aperto la vertenza con l'Anas proprio a causa del viadotto dove aveva ceduto una ‘soletta'. La Giunta provinciale ha adottato subito provvedimenti che hanno permesso la circolazione e successivamente ha preso la decisione di procedere ad un intervento radicale e risolutivo. Le procedure dell'appalto esulano dalle competenze politiche della Giunta e la gestione dell'appalto stesso fa capo alla struttura amministrativa della Provincia. L'appalto, per altro, si è svolto secondo le procedure pubbliche previste dalle leggi vigenti ed in un modo trasparente che chiunque può constatare. Non con altrettanta chiarezza, invece, sembrano siano stati realizzati i lavori di costruzione del viadotto che risalgono a circa 35 anni fa. Qualcuno dovrà spiegarlo alla Provincia e alle autorità preposte a cui ci stiamo rivolgendo. Per il viadotto di Pievetorina che la Provincia ha ereditato dall'Anas stanno emergendo irregolarità costruttive di cui qualcuno dovrà rispondere ai cittadini. Quel qualcuno non è certo la Provincia. L'opposizione lo sa bene, ma fa finta di non saperlo”.
Per il viadotto di Pievetorina (lungo circa 180 metri) già esiste una vertenza tra la Provincia e l'Anas. Una vertenza iniziata due anni fa quando, il 30 aprile 2004, improvvisamente, la Provincia fu costretta a chiudere al traffico la struttura viaria a causa di un inaspettato cedimento strutturale nella “soletta”. A causa di quel cedimento la Provincia, per risolvere la situazione contingente, adottò subito un intervento “tampone” che ha poi permesso la riapertura del viadotto a senso unico alternato e che ha portato poi alla decisione di ristrutturarlo integralmente. L'episodio del 2004 era già stato giudicato “anomalo” in quanto il cedimento della “soletta” è tecnicamente inusuale per una struttura esistente da poco più di trent'anni. Il viadotto della Valnerina, completato dall'Anas nel 1972, è stato ereditato dalla Provincia di Macerata nell'ottobre 2001 a seguito del passaggio della gestione dallo Stato alla Provincia delle ex strade statali, tra cui, appunto la ex S.S. 209 da Bivio Maddalena a Visso.
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Mercoledì, 27 Febbraio 2008 01:00

Pasqua interforze a Camerino.

Per la prima volta tutte le forze dell'ordine ( carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza, corpo forestale, polizia municipale) hanno celebrato in anticipo la Pasqua insieme. Negli anni scorsi ogni corpo celebrava per proprio conto la Pasqua; quest'anno, su indicazione dell'ordinario militare, in tutte le sedi di diocesi è stata fatta una celebrazione comune. A Camerino il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha presieduto la s. messa nella basilica di S. Venanzio, attorniato dai 4 cappellani dei diversi corpi. All'organo il m. Caroni. Celebrazione intensa e partecipata sia per gli agenti delle forze dell'ordine che per le famiglie, come anche per coloro che sono in congedo. Molta la curiosità fra i camerinesi che hanno visto radunarsi un concentramento imponente di forze militari, senza conoscerne la ragione..

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Martedì, 26 Febbraio 2008 01:00

2à edizione de 'La perla dell'Adriatico'

Dopo il grande successo riscosso nella I edizione (aprile/maggio 2007),  il Presidente dell'Associazione La Tavolozza Fernando Calvà ha deciso di ripetere il premio Perla dell' Adriatico.
Il Sindaco di Grottammare Luigi Merli ha messo a disposizione della Tavolozza le sale del Kursaal. Quest'anno, infatti, il premio si svolgerà presso le sale del Museo dell'Illustrazione Comica (presso il Kursaal), dal 9  al 26 aprile 2008.
Sono quindi aperte le iscrizioni al Premio Internazionale d'Arte Perla dell'Adriatico, promosso dal Centro culturale La tavolozza di Porto Sant'Elpidio in collaborazione con il Comune di Grottammare. È possibile iscriversi fino al 5 aprile.
Le esposizioni, che verranno inaugurate mercoledi 9 aprile 2008 alle ore 17, potranno essere visitate nei giorni successivi dalle ore 16 alle ore 19 con ingresso libero e personale a disposizione dei visitatori.

Sabato 26 aprile 2008, alle ore 16, sempre presso le Sale MIC, alla presenza delle Autorità e degli Ospiti, avverrà la premiazione e si potrà, alla conclusione della cerimonia, procedere all'eventuale ritiro delle opere.
La partecipazione è aperta a tutte le tecniche: arti figurative (pittura a olio, acrilico, tecniche miste, acquerello, tempera, disegno, grafica, incisioni, collage, sculture, basso ed altorilievi, ceramiche...); senza lasciar da parte il multimediale: fotografia, computerart, digitalart, videoart, videoinstallazione. Il premio è valido anche per la selezione alla Rassegna nei Musei e Gallerie della Repubblica Slovacca nel 2008.

 

Bando completo, premi e scheda di iscrizione sui siti www.latavolozzamarche.com e www.whipart.it

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Martedì, 26 Febbraio 2008 01:00

Luigi Alici, presidente A.C., a Senigallia.

L'Azione Cattolica italiana compie 140 anni. In questa storia entra anche l'AC della diocesi di Senigallia, una realtà vivace di circa 1.500 associati (ragazzi, giovani, adulti) che vivono l'esperienza più normale dell'essere chiesa, nella parrocchia, anzitutto, nell'attenzione alle tante dimensioni in cui si esprime la vita delle donne e degli uomini, dei giovani e dei ragazzi. Senza temere di stare tra ‘le piazze e i campanili'. Per ricordare questo bel traguardo e per guardare avanti giovedì 28 febbraio, alle ore 21, l'Auditorium ‘San Rocco' di Senigallia ospiterà il prof. Luigi Alici, presidente nazionale dell'Azione cattolica, sul tema ‘I cattolici, tra piazze campanili'.Il 140° dell'Azione Cattolica è l'occasione per fare memoria della storia dell'associazione, storia costellata di tante figure di santità laicale, riconosciute e più o meno note. “La nostra è un'associazione che ha saputo ricevere con umiltà e sa dare con passione: ha arricchito il nostro Paese e ha vissuto il proprio essere Chiesa a tutto tondo, e continua a farlo – dichiara la presidente diocesana Anna Gobbetti -. Tutto questo si realizza attraverso la costante attenzione al primato dello spirituale, che conduce ognuno a tendere verso la santità, meta personale di ogni socio che rende possibile tutto il nostro stare nella Chiesa e nel mondo. L'AC diventa una storia di gruppo e di singoli che alimenta ancora oggi una grande passione per la Chiesa e per il nostro paese, per il mondo”.

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Lunedì, 25 Febbraio 2008 01:00

'43 Tirreno Adriatico e le Marche' a Recanati

43 Tirreno Adriatico e le Marche” è il titolo dell'evento, organizzato dai comuni di Recanati e Macerata, che si terrà sabato prossimo (1° marzo) alle ore 18 nell'Aula magna del Palazzo comunale di Recanati per presentare le tappe marchigiane della Corsa dei due Mari.

La gara “Tirreno-Adriatico” è un evento internazionale, giunto alla 43esima edizione, proposto da La Gazzetta dello Sport e organizzato da Rcs Sport, che andrà in scena dal 12 al 18 marzo. Delle sette tappe in programma, cinque si svolgeranno nelle Marche e l'evento di sabato servirà a focalizzare l'attenzione sugli appuntamenti regionali. L'ingresso nelle Marche della gara avverrà con la tappa Gubbio-Montelupone del 14 marzo, seguirà la Porto Recanati-Civitanova Marche, il 15 marzo,  la crono individuale Macerata-Recanati, il 16 marzo, la Civitanova Marche-Castelfidado, il 17 marzo. La gara si chiuderà a San Benedetto del Tronto il 18 marzo, quando i ciclisti avranno percorso in totale 1.123 chilometri.

Le tappe marchigiane saranno legate alle Celebrazioni per il 50° anniversario della morte del tenore Beniamino Gigli. Recanati, infatti, è anche la città organizzatrice dell'evento marchigiano che vede in prima linea la Federazione Ciclistica Italiana, i comitati regionale e provinciale della FCI e il Coni. L'evento sportivo sarà legato alla figura del grande tenore recanatese, nel nome di un binomio fra cultura e sport che si è concretizzato a Recanati anche con altre iniziative, come i campionati italiani di bocce, la Fondo Leopardiana, il meeting internazionale di atletica leggera. Un binomio che si rinnova ora con un evento ciclistico di assoluto prestigio.

 

Nella foto: Le bici della Discovery Channel - © ultimokilometro.com

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Venerdì, 22 Febbraio 2008 01:00

Alla Bit Allevi preso d'assalto dai fans

Giovanni Allevi, testimonial della Regione Marche, conquista la Bit. Il famoso compositore ascolano che ha accettato di prestare la sua immagine per promuovere le Marche nel mondo ed è il protagonista assoluto della campagna di comunicazione 2008, questa mattina ha partecipato alla conferenza stampa della Regione. Il suo arrivo non è passato inosservato tra i visitatori della Bit. La voce si è sparsa rapidamente e centinaia di persone hanno abbandonato gli stand dove si trovavano per raggiungere quello marchigiano. Allevi, prima di salire sul palco accanto al vicepresidente della Regione con delega al turismo Luciano Agostini, si è concesso ai fans senza risparmiarsi, firmando autografi e posando per le foto ricordo. “Non potevamo scegliere nessuno testimonial migliore di Allevi – ha commentato Agostini – e non posso fare altro che ringraziarlo per la sua grande disponibilità. Arriva ogni volta che lo chiamiamo e il suo Inno delle Marche, che il presidente Gian Mario Spacca ha voluto in modo determinato, si sta facendo strada nel cuore dei marchigiani e non solo. Allevi rappresenta il talento naturale delle Marche”. Un “feeling” sicuramente ricambiato. “Sono io che devo ringraziare la Regione – ha sottolineato Allevi – per questo ruolo di testimonial di cui vado estremamente fiero. Per progettare il futuro è sempre necessario comprendere il passato e quando il passato è così ricco come quello delle Marche, spiccare il volo è sicuramente più facile. Un abbraccio va anche alle tantissime persone che, ovunque vado, mi accolgono con grande affetto”.
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